Mohole alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026: l’esperienza degli studenti con OBS
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C’è un momento in cui la formazione incontra davvero il mondo professionale — e per alcuni studenti e studentesse di Mohole questo momento ha avuto la dimensione globale delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026.
Grazie infatti alla collaborazione con Olympic Broadcasting Services, l’organizzazione responsabile della produzione e distribuzione dei contenuti audiovisivi dei Giochi Olimpici e Paralimpici, Mohole è rientrata tra le dieci scuole coinvolte in un programma internazionale rivolto a giovani talenti.
Dopo una prima fase di presentazione delle opportunità professionali nell’aprile 2025 e un workshop formativo tenuto a fine giugno, studenti, studentesse e Alumni hanno avuto la possibilità di candidarsi e intraprendere un percorso di selezione articolato. Il risultato: 30 tra studenti ed ex studenti Mohole selezionati, oggi coinvolti attivamente nella copertura dell’evento in diversi ruoli — tra regia, produzione video, fotografia e supporto tecnico.
Tra loro gli studenti del terzo anno Linda Cassotti, Lorenzo Vianello, Luca Mazzola, Renato Lika, Martina Osti, Pietro Milanese.
Un’esperienza immersiva, che ha permesso ai partecipanti di lavorare all’interno di una macchina organizzativa complessa e altamente strutturata, entrando in contatto diretto con professionisti provenienti da tutto il mondo.
Abbiamo raccolto la testimonianza di una delle studentesse coinvolte, Linda Cassotti, per raccontare da vicino cosa significa vivere le Olimpiadi… da dietro le quinte.
Intervista a Linda Cassotti
Raccontaci brevemente chi sei e qual è stato il tuo ruolo durante le Olimpiadi.
Mi chiamo Linda, ho 21 anni e frequento il corso di fotografia pubblicitaria alla scuola Mohole. La fotografia è sempre stata una parte fondamentale della mia vita: fin da bambina scattavo con il telefono dei miei genitori o con la macchina fotografica di mia sorella.
All’inizio del 2026 ho avuto l’opportunità di partecipare alla copertura delle Olimpiadi come assistente fotografa. Ho affiancato un fotografo australiano durante diverse discipline, supportandolo e realizzando anche scatti in autonomia.
Come sei stata selezionata per partecipare al progetto con OBS?
La selezione è stata del tutto inaspettata. Inizialmente ero stata assegnata allo Stelvio nel settore Games Services, con mansioni organizzative. Poi, tramite una community WhatsApp creata da OBS, è comparso un annuncio per un assistente fotografo.
Ho scritto subito, ma il messaggio è stato cancellato poco dopo e pensavo di aver perso l’occasione. Due settimane più tardi, invece, sono stata ricontattata e selezionata. È stata una sorpresa totale, arrivata in un momento inaspettato.
Com’era una tua giornata tipo durante le Olimpiadi?
Le giornate variavano molto. Quando lavoravo negli uffici dell’IBC al Portello, la mattina era dedicata a scatti per gli archivi ufficiali, mentre il pomeriggio alle foto di gruppo dei team.
Sul campo, invece, lavoravo direttamente durante le gare: mi venivano assegnate specifiche inquadrature e lavoravo in autonomia, per poi rientrare e occuparmi dell’editing. Era un ritmo intenso, ma molto formativo.
Cosa ti ha colpito di più del “dietro le quinte”?
La complessità organizzativa. Ci sono sale piene di schermi, team dedicati a ogni singolo aspetto e un coordinamento continuo. È un lavoro enorme, spesso invisibile, ma fondamentale per far funzionare tutto.
Qual è stato il momento più significativo?
Sicuramente la selezione come assistente fotografa è stata una grande sorpresa, ma il momento più forte è arrivato durante le prove della cerimonia di apertura.
Lì ho realizzato davvero la portata dell’evento e l’importanza del lavoro che stavo facendo. Anche il confronto con il fotografo australiano è stato fondamentale per la mia crescita.
Cosa ti porti a casa da questa esperienza?
È stata l’esperienza più bella che abbia mai vissuto.
A livello umano ho imparato a comunicare in un contesto internazionale, mentre professionalmente ho sviluppato la capacità di lavorare sotto pressione e rispettare tempi molto stretti. Porterò con me le persone incontrate e tutto quello che ho imparato sul campo.
Formazione e realtà lavorativa: il servizio di Job Placement di Scuola Mohole
Esperienze come questa confermano l’importanza di creare connessioni dirette tra formazione e lavoro, offrendo ai nostri studenti e studentesse occasioni reali di crescita in contesti anche complessi e internazionali come quello delle Olimpiadi di Milano-Cortina.
In questo percorso un ruolo centrale è infatti stato svolto dal servizio di Job Placement di Scuola Mohole, che accompagna studenti, studentesse e Alumni nel passaggio dal percorso formativo al mondo del lavoro, facilitando l’accesso a opportunità concrete come quella sviluppata con Olympic Broadcasting Services.
Per chi ha partecipato infatti, le Olimpiadi non sono state solo un evento da raccontare, ma un’occasione reale per mettere alla prova competenze, costruire relazioni professionali e iniziare a definire il proprio futuro nel settore creativo.
Congratulazioni a tutti e a tutte!





